Un design giovane e “instagrammabile” per il nuovo BUN Burgers a due passi dall’Università Bocconi di Milano

Il creative studio valenciano Masquespacio integra gli archi in mattoni della muratura esistente con blocchi di colore. Un intervento fresco e brioso per un fast food restaurant di alta qualità che porta a Milano la passione per l’autentico “smashed burger” americano 

La pandemia non può essere la scusa per restare immobili: questo devono aver pensato i manager di Bun Burgers che hanno appena lanciano un nuovo locale a Milano.

Il nuovo spazio della catena americana è stato studiato dallo studio spagnolo Masquespacio, che torna a Milano con il suo primo progetto di interior design . Il Locale si trova in una posizione strategica, a Viale Bligny, di fianco all’università Bocconi. Il progetto mira a creare un’identità visiva friendly con un chiaro focus sulle giovani generazioni, pur mantenendo un approccio sofisticato per un hamburger restaurant di alta qualità.

© Photo: Gregory Abbate

Un design fresco e sofisticato

Negli ultimi anni c’è una forte crescita delle catene di hamburger, anche se la maggior parte di loro sta optando per un look vintage e industriale per i propri spazi” ha commentato Ana Hernández, direttore creativo di Masquespacio.

Il design sviluppato per Bun prende la direzione opposta. I progettisti cercano di creare un concetto innovativo per mettere in mostra l’autenticità del marchio e dei suoi hamburger di successo. Per far ciò giocano con colori audaci. Il lilla e il verde avocado si compongono di diversi materiali, tra cui piastrelle in ceramica e pannelli plissettati. Le cromature color oro creano un file Rouge con le rifiniture in legno di tavoli e sgabelli, donando allo spazio un design sofisticato ma allo stesso tempo fresco e giovane.

© Photo: Gregory Abbate

Masquespacio enfatizza l’identità bio di Bun Burgers

Il progetto parte dall’indagine degli elementi esistenti dello spazio con l’obiettivo di integrarli nell’estetica progettuale complessiva.

“Quando abbiamo visto i bellissimi mattoni e archi esistenti, era evidente per noi che avremmo utilizzato questi 2 elementi come punto di partenza del progetto”. confida Ana Hernández. Per creare un’estetica uniforme, nell’ambiente sono state aggiunte altre forme ad arco che attraversano l’intero spazio. Inoltre, i piani dei tavoli in legno e le piante enfatizzano l’identità bio e a chilometro zero di Bun.

Dopo la proficua collaborazione per l’ideazione di questo progetto, Masquespacio e Bun stanno ora lavorando su nuovi progetti, tra cui un ristorante a Torino. E come se non bastasse, la previsione della catena americana di fast food sostenibile, il cui fatturato è in continua crescita, è quella di aprire in Italia, entro fine anno, altri due fast food del tipico hamburger newyorkese.

© Photo: Gregory Abbate

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