Arredamento green. 5 piante che depurano l’aria di casa

Le piante, così benefiche per il fisico e lo spirito, da alcuni anni sono diventate ancora più importanti nell’arredo degli spazi interni perchè si è scoperto che alcune specie sono in grado di depurare l’aria.

In ogni casa, ufficio o luogo chiuso si nascondono nemici invisibili dei quali non siamo consapevoli. Perchè certi ambienti non li percepiamo come piacevoli e sentiamo di non sentirci bene quando siamo al loro interno? Spesso non troviamo una risposta razionale a questa domanda, ma la scienza viene in nostro soccorso dimostrando che è possibile non stare bene in un luogo senza averne motivazione visibile, palpabile e immediatamente definibile. Il nostro senso di disagio spesso diventa evidente quando siamo all’interno di locali chiusi che contengono elevate quantità di sostanze tossiche emesse dai materiali presenti; a tali sostanze chimiche presenti all’interno di questi luoghi, dove alcune volte siamo costretti a stare per molte ore consecutive, si aggiungono gli inquinanti outdoor, come il pericolosissimo benzene. Tutto ciò rischia di suscitare nella nostra mente un senso di malessere e nel nostro organismo possono svilupparsi una serie di patologie, anche allergiche.

La ricerca americana

Era già noto dagli anni ’80 che le piante assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno; in questo processo di scambio gassoso con l’atmosfera, le piante non sono selettive nell’assorbimento dell’anidride carbonica, quindi nell’assorbimento naturale dell’aria sottraggono anche i gas presenti nell’ambiente, compresi quelli più dannosi per l’uomo.

Partendo dalla convinzione che le piante sono organismi straordinari nella loro relazione con gli elementi gassosi presenti in atmosfera, la ricerca americana individuò numerose specie di piante, tra le quali moltissime erano adatte a vivere in appartamento, scoprendo che tutte le ornamentali inserite nella ricerca erano in grado di migliorare la qualità dell’aria confinata nei locali chiusi e che alcune specie svolgevano il compito meglio di altre.

Ci sono infatti piante che neutralizzano gli inquinanti (esalazioni di ammoniaca e acetone, depurano di benzolo, tricloroetilene e formaldeide), riducono l’essiccazione delle mucose del naso, e di conseguenza la suscettibilità al raffreddore, grazie alla loro percentuale di traspirazione molto elevata.

Chi è a contatto ogni giorno con vernici e smalti o è circondato da fumatori dovrebbe tenere vicino a se le piante specifiche contro l’inquinamento indoor perché oltre ad essere dei disintossicanti biologici, aumentano in modo ideale l’umidità dell’aria.

Le migliori piante anti-smog da ospitare in casa e in ufficio sono: lo spatafillo, la Chamaedorea elegans, la felce, il pothos e la dracaena. Anche altre specie sono state oggetto di ricerca, ma queste cinque tipologie rimangono ancora le più efficienti. Vediamo perciò le loro caratteristiche affinché le loro abilità siano valorizzate al meglio nelle nostre case.

Spathiphyllum

E’ una pianta erbacea sempreverde originaria dell’America tropicale. La sua eleganza deriva dalle belle foglie larghe a portamento compatto ma espanso, e dalle infiorescenze durevoli nel tempo. questa pianta è caratterizzata da lunghi steli che sostengono una foglia bianca che avvolge lo spadice, il vero e proprio fiore a forma cilindrica di color bianco crema. Lo spatillo tollera bene temperature tra i 13°C invernali e i 32°C estivi. Quando la temperatura è molto alta è bene vaporizzare spesso il fogliame e irrigare 2-3 volte alla settimana. E’ quindi una pianta piuttosto esigente per gli apporti idrici che devono essere frequenti. La concimazione va effettuata nel periodo primaverile ogni 14 giorni. Non è necessario rinvasare annualmente, nell’eventualità utilizzare terra grassa mescolata a torba.

 

Chamaedorea Elegans

Questa palma originaria degli altipiani messicani è eccellente per depurare l’aria nelle nuove costruzioni o dopo lavori di ristrutturazione per le sue capacità di eliminare dall’aria il benzolo, il tricloroetilene e la formaldeide. E’ un vero e proprio “filtro dell’aria dalle elevate prestazioni”. Vive bene se esposta alla luce diffusa, E’ importante curare e pulire le foglie ogni 15 giorni e irrorarla ogni giorno con acqua non calcarea. La temperatura ideale è intorno ai 15-25°C.In inverno non deve mai sostare a una temperature sotto i 15°. Va rinvasata ogni 2-3 anni utilizzando una miscela fibrosa di aghi di pino decomposti, torba e terriccio.

La felce

In natura esistono 6000 tipi di felci, di cui circa 2.000 sono adattabili alla coltivazione in casa. Le più utilizzate per il decoro d’interni sono il capelvenere, la felce a nido d’uccello, il Polystichum falcatum, la nefrolepide, la felce a corna d’alce e Pteris cretica. Le loro delicate fronde arredano con grande eleganza e personalità gli angoli più ombrosi degli appartamenti. Sono le uniche piante d’appartamento che non fioriscono pertanto non necessitano di molta luce per vivere e il colore verde intenso, che le caratterizza le aiuta a sfruttare pienamente qualsiasi tipo d’illuminazione. Sono, invece, molto esigenti per quanto riguarda la disponibilità idrica del terreno e l’umidità dell’aria. Il miscuglio di terriccio ideale dovrà contenere grandi quantitativi di torba, che mantiene un ambiente fresco attorno alle radici, un pò di terra grassa e sabbia che aiuta il drenaggio. Richiede somministrazioni d’acqua frequenti ma con quantitativi scarsi per inumidire ma non affogare le radici della pianta. La temperatura di coltivazione si aggira intorno a una temperatura costante di 18°. Sono consigliabili concimazioni bisettimanali.

Il Pothos

Epipremnum pinnatum, questo è il nome originale del pothos, è una pianta che solitamente in casa non manca mai. Combatte i gas velenosi proprio dove altre piante d’appartamento non si adattano all’ambiente. Le sostanze nocive chimiche derivanti da vari fattori e il fumo delle sigarette vengono trasformate da questo tipo d’edera in componenti sanimediante un complesso processo affine alla fotosintesi. Il pothos è adatto contro formaldeide, benzolo, monossido di carboni e nicotina.

Non gradisce il sole diretto, ma non teme le elevate temperature estive, soprattutto se accompagnate da frequenti vaporizzazioni di acqua non calcarea. Ogni irrigazione deve essere abbondante ma è necessario aspettare che il terreno si asciughi prima di somministrare altra acqua.Circa una volta al mese occorre distribuire sul terriccio un fertilizzante, mentre nel periodo invernale è necessario diradare le irrigazioni e proseguire con le nebulizzazioni.

Dracaena

Nessun altro tipo di pianta d’appartamento neutralizza così tanti veleni dall’ambiente come la Dracena, che assorbe per mezzo di foglie e radici Xilolo, toluolo, tricloroetilene, benzolo e formaldeide.

In generale sono piante dalla lenta crescita, originarie delle regioni tropicali dell’africa. Una delle specie più conosciute è il trinchetto della felicità che si caratterizza per il fusto spoglio e legnoso con in sommità un ciuffo di foglie verde scuro o variegate ai margini.

Spesso con i nome trinchetto della felicità si designano anche le piante Yucca che si differenziano dalle dracene poiché possiedono foglie più rigide a forma di lancia, erette e appuntite.

Una dracena molto elegante e la marginata, anch’essa caratterizzata da fusti legnosi, esili e nodosi, con ciuffetti di foglie strette.

 

Il nome scientifico dracaena deriva dal termine greco che indica un drago di sesso femminile, la dracena, esemplare millenario che si trova nell’isola di tenerife (Canarie). Se ben coltivate, le dracene producono alla fine dell’inverno-inizio primavera un’infiorescenza bianca, molto vistosa e profumata. Gradiscono piena luce, ma non il sole diretto, in generale le varietà a fogliame verde cupo tollerano meglio l’ombra delle altre specie.

 

 

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