Corporate Club Anytime Fitness – Roma EUR

Il progetto realizzato con Anytime Fitness, brand internazionale del fitness attivo 24/7, ha previsto la riqualificazione e rifunzionalizzazione di un prestigioso edificio a Roma, nel cuore del quartiere EUR, in viale dell’Arte 25,  comportando il cambio di destinazione d’uso da sala convegni con annessi servizi  in struttura polivalente per l’attività fisica, preservando l’identità architettonica e i materiali originali dell’immobile, progettato nel 1969 dal prestigioso studio Passerelli.

L’edificio fa parte di un complesso più ampio, costituito da due blocchi lineari, scanditi esternamente da strisce verticali alternate da finestre e pannelli in alluminio, progettati da La Padula e Marchini e realizzati come nuova sede dell’Istituto Mobiliare Italiano (IMI), in sostituzione della storica sede di via delle Quattro Fontane.

L’intervento si colloca nel contesto unico dell’EUR, quartiere razionalista sviluppato negli anni Trenta come sede dell’Esposizione Universale di Roma e oggi tra i principali poli direzionali e culturali della capitale. Viale dell’Arte, con i suoi assi monumentali, le geometrie rigorose e i volumi modernisti che dialogano con l’architettura italiana del Novecento, costituisce un terreno privilegiato per un’operazione di riuso che integra contemporaneità e memoria.

Il progetto, sviluppato in stretta collaborazione con il team tecnico di Anytime Fitness e realizzato a cura di Impredil Group Srl, azienda leader nella realizzazione dei Corporate Club del brand, ha reinterpretato gli spazi per accogliere le attività sportive, preservando integralmente la memoria storica, architettonica e artistica dell’edificio.

La sala è stata trasformata in uno spazio dedicato al fitness in cui l’esercizio fisico dialoga con l’architettura storica, valorizzando materiali, volumi e dettagli originari.

La sala principale conserva la sua imponenza originaria: un volume centrale a pianta circolare, racchiuso da un anello monumentale in graniglia, in contrasto armonico con l’incastro dinamico dei volumi secondari e delle nicchie scultoree che caratterizzano la composizione architettonica. Attorno ad essa si sviluppano i connettivi verso locali tecnici e spazi ausiliari, adattati alle nuove funzioni nel rispetto dei materiali originali. Anche il livello superiore, ripensato come spazio polivalente per accoglienza e riunioni, conserva l’impianto e le finiture del progetto originario.

L’intervento ha riguardato esclusivamente gli interni, con demolizioni mirate a porzioni limitate di tramezzi e alla cabina di regia originaria in cemento faccia a vista. La sua sagoma, rimossa, è stata lasciata leggibile a pavimento tramite un segno cromatico che ne consente un eventuale ripristino. Le pregiate pareti in graniglia sono state restaurate con metodi non invasivi per esaltarne la matericità, mentre la pavimentazione è stata sostituita con gomma tecnica caratterizzata da tagli cromatici contemporanei. Gli arredi funzionali, come pannelli in MDF e specchi, sono montati su contropareti leggere che preservano l’integrità delle murature originali. Gli impianti, volutamente lasciati a vista e al più tinteggiati in continuità con l’intradosso del solaio, dialogano con un’illuminazione affidata a binari con faretti LED orientabili che garantiscono confort visivo.

 

 

Dal punto di vista architettonico, l’Edificio si distingue per la plasticità dei volumi, l’integrazione delle aperture nel disegno complessivo e la presenza della “parete traforata” di Michelangelo Conte. Quest’ultima, realizzata con fondi di bottiglia inglobati nel cemento a vista, amplifica la forza scultorea dell’edificio. La scelta originaria dei materiali — calcestruzzo armato, acciaio, graniglia di cemento, marmo bruno e finiture in bronzo Eur — conferisce un carattere materico potente, ulteriormente valorizzato dal recente intervento rigenerativo.

 

La Sovrintendenza Capitolina, ha monitorato tutte le fasi del progetto, garantendo la piena compatibilità con i vincoli storici e architettonici. Ogni intervento è stato concepito come reversibile, salvaguardando materiali, impronta progettuale e coerenza visiva con il complesso circostante.

Parallelamente, l’edificio ambisce ad ottenere la certificazione LEED Gold, riconoscimento internazionale per la sostenibilità ambientale. Il progetto ha privilegiato soluzioni efficienti dal punto di vista energetico, materiali a basso impatto e una qualità dell’ambiente interno orientata al comfort, senza alterare la leggibilità dell’architettura originaria.

L’intervento rappresenta un esempio virtuoso di riuso contemporaneo: un progetto in cui storia, arte e funzione si integrano in modo equilibrato, dimostrando come la trasformazione possa valorizzare un patrimonio moderno preservandone identità, sostenibilità e valore culturale.

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